16 - 01 - 2017

Basilica di Santa Maria Assunta – Aquileia



Basilica di AquileiaI resti più antichi della Basilica di Aquileia sono del IV secolo, al 313 infatti, risalgono le aule teodiane, primo edificio pubblico adibito al culto cristiano, per volere del vescovo Teodoro.
Le testimonianze dell’antica costruzione sono ancora visibili nella navata della basilica e sotto le fondamenta del campanile.

Si trattava inizialmente di due aule, una più a nord e l’altra a sud, prive dell’abside, con sei colonne a sorreggere un soffitto a cassettoni e un magnifico mosaico che fungeva da pavimento; quella nord doveva essere la chiesa, mentre quella a sud doveva essere il catecumeneo, dove chi si apprestava ad essere battezzato riceveva la formazione cristiana. L’aula sud è quella dove oggi sorge la Basilica attuale, risultato di diversi rifacimenti che si sono susseguiti durante i secoli.

Tra la metà del IV secolo e l’inizio del V, si ampliarono le aule, se ne crearono di nuove e si costruì il battistero attuale: era il periodo di massimo splendore per il patriarcato di Aquileia.

Nel 452 gli Unni di Attila saccheggiarono la città e distrussero la basilica nord, che non fu più ricostruita.

Bisogna aspettare l’811 e il patriarca Massenzio, che con l’aiuto di Carlo Magno, recuperò il vecchio edificio sud e iniziò la costruzione della Basilica di Massenzio, ma nel 988 un grave terremoto compromise nuovamente l’edificio; sarà il patriarca Poppone a restaurare ampiamente la struttura, in stile romanico, con tendenze carolinge-ottoniane.

I lavori culminarono nell’edificazione del Palazzo Patriarcale (andato distrutto) e del grandioso campanile di 73 metri di altezza, realizzato in opera quadrata (opus quadratum) con il marmo dell’antico anfiteatro su modello, si dice, del faro di Alessandria.

All’interno della Basilica, in fondo alla navata destra si trova la cappella di Sant’Ambrogio o dei Torriani, costruita per volere di Raimondo della Torre, patriarca, che qui volle essere sepolto insieme alla famiglia. A loro è infatti dedicato l’affresco sulla parete, accanto a quello della Crocifissione.

A seguito di un altro devastante terremoto, nel 1348, l’arcivescovo Marquardo di Randeck, apporta nuove opere di restauro, trasformando gli archi della navata centrale in archi a sesto acuto e nel XVI secolo a grandi artisti veneziani fu commissionato di realizzare il magnifico soffitto ligneo.

L’attuale Basilica è sostanzialmente quella che Poppone consacrò nel 1031, dietro la Cattedrale troviamo il cimitero dei caduti della Grande Guerra, dove sono sepolti dieci degli undici militi ignoti, nonché Maria Bergamas, la donna triestina, madre di un caduto, che scelse le spoglie del Milite Ignoto che riposano all’Altare della Patria a Roma dal 1921.

Vera perla della Basilica è il mosaico pavimentale, risalente all’antica struttura del IV sec., riccamente intriso di simbologia cristiana e raffigurante il trionfo della vita sulla morte

A fianco della Basilica troviamo la Chiesa dei Pagani risalente all’epoca di Massenzio e il battistero.

Da vedere assolutamente la Cripta degli Affreschi, del XII secolo e la Cripta degli Scavi, che testimonia la vita cristiana dei primi secoli ad Aquleia e il Santo Sepolcro, così detto perché costruito nel XII secolo su modello di quello di Gerusalemme.

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Buon viaggio spirituale!

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