26 - 07 - 2017

Terra Santa: dalle alture di Gerusalemme alle profondità di Gerico



Il deserto di Giuda visto dalla postazione dove è possibile celebrare la santa messa

Il deserto di Giuda visto dalla postazione dove è possibile celebrare la santa messa

REDAZIONE – Nella nostra prima semitappa in Giudea, nel sud di Israele, abbiamo visitato i villaggi intorno a Gerusalemme, in particolare quelli attualmente appartenenti ai territori palestinesi. Siamo stati a Betlemme, Betfage, Betania, Emmaus, Ain Karim. Adesso ci spostiamo nella parte orientale della Palestina, del deserto di Giuda, verso la profondità del mar Morto, a circa 400 metri sotto il livello del mare.

Passiamo quindi da una zona collinare, quasi montuosa, sovrastata dalla collina di Gerusalemme che sfiora i 700 metri sul mare, ad una valle paesaggisticamente desolata, ma che racchiude nelle viscere alcuni passaggi fondamentali nella storia del cristianesimo. La nostra prima tappa sarà un’altura a circa dieci chilometri da Gerusalemme, già in pieno deserto, che domina appunto sul deserto di Giuda, dove Gesù si ritirò per quaranta giorni prima di affrontare l’ultimo scorcio di predicazione a Gerusalemme. Qui c’è una struttura dove è possibile celebrare la santa messa sotto un caldo cocente, oltre i quaranta gradi, ma con uno spettacolo unico che induce e facilita la preghiera.

Il sicomoro di Gerico, dove Zaccheo si arrampicò per vedere meglio Gesù

Il sicomoro di Gerico, dove Zaccheo si arrampicò per vedere meglio Gesù

Proseguendo verso Gerico, ci si può fermare in quello che viene ricordato come il “caravanserraglio”, ovvero un villaggio (simile ad una favelas) abitato da beduini dove si pensa sia avvenuto l’episodio della parabola del Buon samaritano. Proseguendo ancora, dopo quasi cento chilometri di viaggio (prendendo come punto di partenza Gerusalemme) giungiamo a Gerico, a pochi passi dal confine con la Giordania, in pieno territorio palestinese. Qui si avverte in tutta la sua gravità la tensione di sessant’anni di conflitto tra israeliani e palestinesi, e qui è possibile ammirare il sicomoro, ancora perfettamente conservato e in vita, dove il pubblicano Zaccheo si arrampicò per vedere meglio Gesù.

A pochi chilometri abbiamo il mar Morto con i resti archeologici della città di Qumran, dove nel 1948 furono ritrovati importanti rotoli che hanno permesso una traduzione migliore e più completa della Bibbia. Il ritorno verso Gerusalemme ha il sapore del ritorno verso la Città Eterna, e sembra di rivivere, dopo duemila anni, il viaggio percorso a piedi o in sella a dei somari compiuto da Gesù con i dodici apostoli.

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