14 - 12 - 2017

Santuario della Madonna delle Lacrime – Dongo (Como)



Madonna delle Lacrime - Dongo

Madonna delle Lacrime - Dongo

Nel centro di Dongo, poco distante dal torrente Albano, sulla riva sinistra del lago di Como, lungo l’antica Strada Regina, si trova il Santuario della Madonna delle Lacrime costruito nel ‘500, per celebrare un evento miracoloso.
Nel 1553 la Madonna col Bambino, un affresco posto in una nicchia della chiesa intitolata alla Madonna del fiume, salvato poco tempo prima dalla piena del torrente, iniziò improvvisamente a lacrimare. Il parroco di Dongo, raccolse le lacrime della Madonna in un calice e nello stesso anno iniziarono i lavori di costruzione del Santuario.
L’esterno si presenta con l’armonioso porticato a quattro colonne, sotto le tre finestre; l’adiacente Convento, risalente al ‘600, ospita al suo interno un’importante biblioteca che custodisce libri rari e preziosi; il suggestivo campanile ha quattro bifore e la copertura a forma di cono.
Sempre all’esterno è possibile ammirare, lungo le mura del convento francescano un bell’orto con delle edicole dipinte ad affresco, con San Francesco e Frate Masseo, opera del Beltramelli e il presepe di Greccio.
Ampliato nel corso della sua storia, il Santuario, a navata unica, è accessibile attraverso tre porte. All’interno sono state costruite due Cappelle per parte: la prima a destra è dedicata a San Francesco e una tela raffigura l’Estasi del Santo, opera di Fra Girolamo Cotica da Premana; la seconda è dedicata al Crocifisso; la prima a sinistra è intitolata a Sant’Antonio e custodisce la statua del Santo, mentre la seconda a sinistra è dedicata all’Ultima Cena, con tredici statue a grandezza naturale rappresentanti Gesù e i Dodici Apostoli.
Gli affreschi con cui sono decorati i muri di queste ultime Cappelle, risalgono al 1603 e sono opera di Andrea Gabasio detto il Pelagin.
Di grande valore artistico le decorazioni in legno delle Cappelle del Crocifisso e dell’Ultima Cena, opera di Fra Diego Giurati da Careri, un abile artista calabrese chiamato appositamente nel nel 1649 per l’opera.

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