26 - 03 - 2017

Santuario del Santo Curato d’Ars – Ars Sur Formans (Francia)



SANCTUAIRE D’ARS – 451, rue Jean-Marie Vianney – F 01480 ARS-SUR-FORMANS
Tél : 0033 (0)4 74 08 17 17 – Fax : 0033 (0)4 74 00 75 50 – info@arsnet.org
Oggi Ars accoglie ogni anno 450.000 pellegrini e il Santuario propone diverse attività. Nel 1986 è stato aperto un seminario, che forma i futuri preti alla scuola di Giovanni-Maria Vianney. Perché là dove passano i santi,  Dio passa assieme a loro!

L’Anno Sacerdotale indetto da Papa Benedetto XVI giunge ormai alla sua conclusione prevista per l’11giugno; conclusione che in realtà è un trampolino di lancio per una primavera rinnovata della Chiesa, delle vocazioni sacerdotali religiose e del dono del sacerdozio. Quattordici sacerdoti con l’arcivescovo di Pesaro Mons. Piero Coccia ed un folto gruppo di collaboratori laici, mercoledi 2 giugno hanno intrapreso per tre giorni il loro pellegrinaggio verso i luoghi di vita e di apostolato del Santo Curato d’Ars, nei pressi di Lione.

La prima tappa del pellegrinaggio ha toccato i luoghi di un altro grande santo della vita pastorale: S. Giovanni Bosco in uno dei luoghi madre del suo apostolato precisamente a Valdocco di Torino. Ivi, nella chiesa Santa Maria Ausiliatrice, l’Arcivescovo ha ricordato il cammino della chiesa pesarese impegnato nel comune sforzo della Chiesa italiana, facendo della “questione educativa”una sfida odierna per l’annuncio profetico della Chiesa particolare dentro la società italiana. L’educazione delle giovani generazioni – ha ricordato mons. Piero Coccia – “è una questione di cuore”, e sulla tomba del Santo don Bosco ha voluto invitare alla preghiera perché la nostra chiesa pesarese sia “sempre più aperta all’azione educatrice verso le nuove generazioni”.

Arrivati a Lione il gruppo e’ stato alloggiato a cura dell’eden viaggi T.O., in una splendida struttura di stile tipicamente francese del ‘800 completamente ristrutturata , adagiata su una collina dominante Lione ed immersa nel verde. Di proprieta’ della diocesi di Lione e gestito da una societa’ privata, questo splendido albergo -dai prezzi estremamente contenuti ma dal buon vino obbligatoriamente francese servito ai pasti- porta il nome di DOMAINE LYON ST.JOSEPH (Tel.0033.478592235).

Accolti ad Ars dal frate francescano capuccino ottantenne P Étièn, nella sua catechesi metteva in risalto le doti umane e spirituali del Curato, valide allora come oggi, non solo per la santificazione personale del sacerdote ma anche per una pastorale efficace basata sull’azione di Dio che sta dietro le fatiche di ogni pastore d’anime. Infatti, grande spazio aveva la preghiera per l’umile e Santo Curato che passava gran parte del suo tempo, notte e giorno, in adorazione nella piccola chiesa d’Ars, con meraviglia dei suoi parrocchiani ci ricordano le cronache.

L’amabilità, l’affabilità, una parola pronta e disponibile per tutti anche per i ‘lontani’ dalla pratica sacramentale, lo avevano reso popolare e amato da tutti, grazie anche al suo carisma di leggere nei cuori dei penitenti. Questa fama lo portò a dover passare anche 17 ore giornaliere in confessionale, attirando penitenti da tutta la regione.

Nella solenne concelebrazione eucaristica all’altare dell’urna del Santo Giovanni Maria Vianney, l’arcivescovo di Pesaro commentando la Parola di Dio propria del giorno, diceva: “è emozionante concelebrare qui ai piedi del Santo Curato… anche San Vianney sentiva fortemente la responsabilità dell’impegno pastorale, la tentazione di fuggirne… appelliamoci alle risorse dell’amore di Dio nell’esperienza relazionale della preghiera, specialmente eucaristica; di fronte alle spoglie mortali del santo Curato d’Ars facciamo tesoro del suo cammino di santità e della sua testimonianza perché ci sostenga specialmente nella carità pastorale”.

A conclusione della giornata, che aveva visto anche la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione, più che mai opportuna è stata la visita alla vicina comunità di Taizé, dove accolti dal giovane religioso argentino Alejandro – invitato poche settimane orsono anche da alcune famiglie pesaresi del Porto – ha riferito l’esperienza di una comunità cristiana viva, impegnata nell’ecumenismo, vicina soprattutto ai giovani e alla loro esigenza di conoscere Dio.

Così il carisma e l’opera pastorale del Curato d’Ars, più che mai attuali, continuano ancor oggi nei metodi e nei frutti di santità che lo Spirito Santo detta e fa emergere nel nascondimento dei cuori e nelle coscienze di ogni cristiano, soprattutto dei Pastori.

Scheda bibliografica:
– Réné Fourey Vita autentica del Curato d’Ars, Ed. Paoline 1986
– Giuseppe Farinelli Vita di San Giovanni Maria Vienney
– Mons. Marie Baguard Le curé d’Ars (in Francese)
– Alfred Monnin Il Curato d’Ars La prima biografia, Centro Missionario Francescano 2009

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Vita del Santo Curato

Nato l’8 maggio 1786 a Dardilly, vicino a Lyon, in una famiglia di agricoltori, Giovanni-Maria Vianney ebbe un’infanzia segnata dal fervore e dall’amore dei suoi genitori. La Rivoluzione francese influenzerà ben presto, tuttavia, la sua fanciullezza e adolescenza : farà la prima confessione ai piedi del grande orologio, nella sala comune della sua casa natale e non nella chiesa del villaggio, e ad impartire l’assoluzione sarà un prete « clandestino ».
Due anni più tardi arriverà il momento della prima comunione, questa volta in un granaio, durante una Messa clandestina, celebrata da un prete « refrattario » (che non aveva giurato fedeltà alla Rivoluzione). A 17 anni Giovanni-Maria decide di rispondere alla chiamata di Dio: « Vorrei guadagnare delle anime al Buon Dio », confiderà alla madre, Maria Béluze. Ma per due anni suo padre si oppone a questo progetto : c’è bisogno di braccia per mandare avanti il lavoro dei campi.
Così è a 20 anni che Giovanni-Maria comincia a prepararsi al sacerdozio, presso l’abbé Balley, parroco d’Écully. le difficoltà che incontra contribuiscono a farlo crescere: passa dallo scoraggiamento alla speranza, si reca in pellegrinaggio a la Louvesc, sulla tomba di san Francesco Régis. È anche obbligato a disertare quando gli giunge la chiamata alle armi, per combattere nella guerra di Spagna. E tuttavia l’abbé Balley non manca costantemente di sostenerlo in tutti quegli anni di prove. Ordinato prete nel 1815, viene inviato come vicario ad Écully.
Nel 1818 viene mandato ad Ars. Là risveglia la fede dei parrocchiani con la sua predicazione, ma soprattutto attraverso la preghiera e il suo stile di vita. Si sente povero di fronte alla missione da compiere, ma si lascia afferrare dalla misericordia di Dio. Restaura ed abbellisce la chiesa, fonda un orfanotrofio (“La Provvidenza”) e si prende cura dei più poveri.

Molto presto la sua fama di confessore attira da lui numerosi pellegrini che cercano il perdono di Dio e la pace del cuore. Assalito da molte prove e combattimenti spirituali, conserva il suo cuore ben radicato nell’amore di Dio e dei fratelli. La sua unica preoccupazione è la salvezza delle anime. Le sue lezioni di catechismo e le sue omelie parlano soprattutto della bontà e della misericordia di Dio. Sacerdote che si consuma d’amore davanti al Santissimo Sacramento, si dona interamente a Dio, ai suoi parrocchiani e ai pellegrini. Muore il 4 agosto 1859, dopo essersi votato fino in fondo all’Amore. La sua povertà era sincera e reale. Sapeva che un giorno sarebbe morto come “prigioniero del confessionale”. Per tre volte aveva tentato di fuggire dalla sua parrocchia, ritenendosi indegno della missione di parroco e pensando di essere più un impedimento alla Bontà di Dio che uno strumento del suo Amore. L’ultima volta fu meno di sei anni prima della morte. Fu ripreso nel mezzo della notte dai suoi parrocchiani che avevano fatto suonare le campane a martello. Ritornò allora alla sua chiesa e riprese a confessare, fin dall’una del mattino. Dirà il giorno dopo: “sono stato un bambino”. Alle sue esequie c’erano più di mille persone e tra esse il vescovo e tutti i preti della diocesi, venuti ad onorare colui che consideravano già il loro modello.

Beatificato l’8 gennaio 1905, nello stesso anno viene dichiarato “patrono dei preti francesi”. canonizzato nel 1925 da Pio XI (lo stesso anno di Santa Teresina del Bambino Gesù), nel 1929 sarà proclamato “patrono di tutti i parroci del mondo”. Il papa Giovanni Paolo II è venuto ad Ars nel 1986.

per maggiori informazioni il sitoufficiale http://www.arsnet.org/

L’Anno Sacerdotale indetto

da Papa Benedetto XVI

giunge ormai alla sua conclusione

prevista per l’11giugno; conclusione che in realtà

è un trampolino di lancio per una

primavera rinnovata della Chiesa,

delle vocazioni sacerdotali religiose

e del dono del sacerdozio.

Quattordici sacerdoti con l’arcivescovo

di Pesaro Mons. Piero Coccia

ed un folto gruppo di collaboratori

laici, mercoledi 2 giugno hanno intrapreso

per tre giorni il loro pellegrinaggio

verso i luoghi di vita e di

apostolato del Santo Curato d’Ars,

nei pressi di Lione.

La prima tappa del pellegrinaggio

ha toccato i luoghi di un altro grande

santo della vita pastorale: S. Giovanni

Bosco in uno dei luoghi madre

del suo apostolato precisamente

a Valdocco di Torino. Ivi, nella chiesa

Santa Maria Ausiliatrice, l’Arcivescovo

ha ricordato il cammino

della chiesa pesarese impegnato nel

comune sforzo della Chiesa italiana,

facendo della “questione educativa”

una sfida odierna per l’annuncio

profetico della Chiesa particolare

dentro la società italiana. L’educazione

delle giovani generazioni

– ha ricordato mons. Piero Coccia

– “è una questione di cuore”, e sulla

tomba del Santo don Bosco ha voluto

invitare alla preghiera perché

la nostra chiesa pesarese sia “sempre

più aperta all’azione educatrice

verso le nuove generazioni”.

Commenti

5 commenti in “Santuario del Santo Curato d’Ars – Ars Sur Formans (Francia)”
  1. Marina Ghini scrive:

    Entro quest’anno andro’ con la parrocchia in pellegrinaggio ad Ars e sono molto contenta!!

  2. gianmaria scrive:

    che bello! non sapete se verrà organizzato un pellegrinaggio nell’anno che viene ad ars? devo adempiere ad un voto personale con la visita al santo di cui porto il nome ma sto diventando matto in giro su internet, non riesco a trovare alcun pellegrinaggio con mèta ad ars.. spero sappiate dirmi qualcosa in più.. un abbraccio

  3. Busnelli Roberto scrive:

    Speriamo che questo pellegrinaggio ad Ars si possa ripetere, magari con Nevers.
    Io parteciperei.

  4. Busnelli Roberto scrive:

    Beati voi che ci siete andati, ad Ars. Avete avuto una grande grazia.
    Infatti non è facile raggiungere questa località (a parte il costo).
    Inoltre questo Santuario non è inserito nei normali itinerari spirituali se non per un tempo troppo breve fra altre località per me meno suggestive.
    In questo caso mi piacerebbe questo itinerario:
    Ars – Nevers

  5. Maria Antonietta Moffa scrive:

    Santo Curato d”Ars prega per me, fammi guarire ti prego e fa che io non abbia un male incurabile. Grazie

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