26 - 05 - 2017

Eremo di Santa Caterina del Sasso Ballaro – Leggiuno (Varese)



“Il turismo è l’anima della vitalità della nostra comunità”. Apre così la conferenza stampa dedicata alle iniziative per promuovere S.Caterina del Sasso Ballaro, il “padrone di casa” Padre Roberto Comolli, priore dell’eremo, dimostrando una saggezza che valorizza insieme spiritualità e beni terreni.
Alla vigilia della festa dedicata alla santa, nella scenografia da Paradiso (per restare in tema) dell’eremo incastonato nella roccia a picco sul Lago Maggiore, un incontro per presentare alla stampa i nuovi progetti ideati dall’Agenzia del Turismo per rilanciare “una delle perle più belle del territorio”, per usare le parole del presidente della Provincia di Varese, Dario Galli
Strumenti diversi, studiati per raggiungere un ampio target, ma con un filo comune per guidare alla scoperta del patrimonio dell’eremo. La brochure è un prodotto agevole anche dal punto di vista del formato (tascabile e con nastro personalizzato per appenderla al collo), con testi e grafica snelli e splendide immagini: uno strumento per una rapida ma completa informazione. Con le spettacolari foto della costruzione dell’ascensore nella roccia.
Stessi contenuti per il sito Internet www.santacaterinadelsasso.it, che, sicuramente si rivolge ad un turista più dinamico, quello che prima di partire… naviga in rete. Con alcune chicche come i Virtual Tour e un Guestbook, che rappresenta la parte interrattiva. Inoltre, la pagina dedicata al pellegrino con tutte le informazioni di carattere religioso, gli orari delle funzioni, l’organizzazione di visite guidate. Il sito, tra l’altro, si affianca al portale dell’Agenzia del Turismo, www.vareselandoftourism.it, con tutte le preziosità “made in Varese”.
L’Eremo, tra storia, bellezza e spiritualità
Arroccato su una parete di roccia a picco sul Lago Maggiore, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso (nel Comune di Leggiuno, in Provincia di Varese) è una meta di grande fascino e suggestione. Raggiungibile fino alla scorsa estate solo tramite una lunga scalinata o via lago, è oggi accessibile grazie alla recente costruzione di un ascensore ad hoc. Secondo la tradizione, fu un ricco mercante locale, scampato ad un nubifragio, a ritirarsi qui come eremita, costruendo la cappella dedicata a Santa Caterina nel XII secolo. Questa fu presto affiancata da altre due chiese, San Nicola e Santa Maria Nuova del XIV. Nei secoli successivi, il monastero visse fortune alterne. Oggi l’eremo è affidato ai monaci benedettini: l’attuale aspetto degli edifici è dovuto agli interventi compiuti nel Cinquecento per unificare le tre chiese in un’unica costruzione. Imperdibili gli affreschi e i dipinti custoditi.
Michela Vitella
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