20 - 09 - 2017

Onorato il Beato Karol Wojtyla con una Santa Messa il cui ricordo arriverà anche in Biolorussia.



La concelebrazione liturgica, officiata dal parroco di Piglio don Gianni Macali e da padre Taddeuz Mikoda superiore del convento di San Lorenzo, si è tenuta il 22 ottobre 2011 alle ore 11,00 all’ingresso del cammino contemplativo nel verdeggiante ed aulico territorio montano dell’Inzuglio in Piglio in ricordo dell’avvenuta elevazione al soglio pontificio del Cardinale Karol Wojtyla, che, proprio trentatre anni fa, aveva assunto poi il nome di Giovanni Paolo II.

Erano presenti oltre il sindaco di Piglio dott. Tommaso Cittadini, la giunta comunale, le Associazione locali (C.R.I. , Protezione Civile e Codacons), la comunità pigliese, numerose persone dei paesi limitrofi anche Padre Mario Fugà, parroco degli Altipiani di Arcinazzo, che ha presenziato la cerimonia con un gruppo di bambini della Biolorussia ospiti nel convento dei Cappuccini di Fiuggi.
A Roma, nello stesso giorno, nel Santuario Mariano romano del Divino Amare veniva collocato ed inaugurato alla presenza del Cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica Vaticana, un mosaico, opera del pittore Luca Vernizzi, realizzato da Marco Santi del gruppo mosaicisti di Ravenna, raffigurante Giovanni Paolo II dal titolo “Roccia della Chiesa”, per ricordare la prima visita che il papa polacco fece al Santuario.


A Piglio, invece, l’Amministrazione comunale, in concomitanza con la cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, che ha avuto luogo in Vaticano il 1° Maggio 2011, a ricordo perpetuo della visita privata che il Papa, fece in territorio di Piglio, il 15 Aprile 2004, aveva installato il 30 Aprile 2011 sui prati di Santo Biagio una Statua in bronzo in località Inzuglio, due stele e un cammino contemplativo dove sono riportate alcune frasi del Beato Karol Wojtyla..
La statua in onore del Papa Giovanni Paolo II aveva suggellato a Piglio ed in Ciociaria la grande passione per la montagna del Papa polacco, il più grande viaggiatore, in ogni angolo del mondo, che la Chiesa cattolica ha finora avuto.
Papa Wojtila sette anni fa, accompagnato dal segretario Stanislao Dzwisz, Arcivescovo ed ora Cardinale a Cracovia, dal medico personale Prof. Renato Buzzonetti, dalla guardia del corpo Camillo Cibin e da un gruppo di agenti di scorta, aveva lasciato la Città del Vaticano, transitando lungo la strada provinciale per Piglio per raggiungere privatamente la vicina ed isolata località montana dell’Inzuglio, al cui ingresso -da anni – è stata eretta dai cittadini pigliesi una Cappella votiva in onore della SS. Trinità, nei pressi di un laghetto.


Papa Giovanni Paolo II, dopo un spuntino con i suoi collaboratori e forse assaporando un sorso del vino rosso Cesanese Docg tipico della zona, come hanno riferito le cronache ed uno stretto collaboratore, ha riposato in una tenda verde installata per l’occasione, in assoluta tranquillità. Poi ha iniziato a pregare intensamente, mentre tutta la zona circostante era stata discretamente presidiata da pattuglie di agenti e sorveglianti che , con garbo inflessibile , hanno tenuto a distanza Autorità locali, fedeli e curiosi accorsi sul posto immediatamente dopo che si era diffusa la notizia della presenza del Papa in territorio di Piglio.
La stampa e le televisioni avevano diffuso in serata la notizia della visita penitenziale e di solitaria preghiera che il Pontefice aveva effettuato a Piglio nella sconosciuta località Santo Biagio, adatta per la riflessione e la contemplazione che i Santi hanno sempre perseguito nella loro vita. Tale località, per chi non lo sapesse, dista appena due chilometri dalla Chiesetta montana della Madonna del Monte, passaggio intermedio dei pellegrinaggi verso il Santuario della SS. Trinità e della Via Francigena. Un filo conduttore di continuità della vita sembra legare le montagne degli Ernici alle altezze supreme del Cielo e dell’ Eternità.
Giovanni Paolo II, un anno prima della sua commovente scomparsa terrena, aveva dato testimonianza vivente dei suoi legami con le bellezze naturali, scegliendo un angolo sconosciuto di Piglio per pregare intensamente in una tenda e per contemplare le bellezze della natura, in attesa di salire alla gloria di Dio.
Giorgio Alessandro Pacetti

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