20 - 10 - 2017

Santuario Giovanni da San Guglielmo (Grosseto)



Nelle immediate vicinanze del paese di Batignano, lungo la via che conduce al cimitero, si trova, posto su una collinetta, il Monastero di Santa Croce.
Secondo la tradizione la prima pietra venne posta nel 1621 da Giovanni da San Guglielmo che, abbandonato il convento di Malavalle, nel territorio di Castiglione della Pescaia, aderì alla regola degli Agostiniani e scelse il territorio di Batignano come propria dimora.

Agli inizi dell’Ottocento il convento venne soppresso e riconvertito in fabbrica di lastre di vetro e la cassa sepolcrale di Giovanni da San Guglielmo venne trasferita nella Chiesa di San Martino in Batignano.

Il complesso conserva ancora la struttura perimetrale originaria e, all’interno, un elegante chiostro in mattoni nel cui portico di accesso si trova un dipinto secentesco murale che ritrae il santo fondatore.
Della chiesa rimangono solo il catino absidale, delimitato dall’arco trionfale, e parte delle pareti laterali.
Attualmente è proprietà privata e sede di manifestazioni culturali.Giovanni Nicolucci, detto Padre Giovanni da San Guglielmo, è anche conosciuto come “apostolo della Maremma”.

Nacque a Montecassiano (Macerata) nel 1552 e nel 1570 entrò tra gli Agostiniani. Divenne sacerdote, insegnante, maestro dei novizi e priore, poi decise di abbandonare la vita comunitaria per sperimentare la vita eremitica di San Guglielmo. Si trasferì a Malavalle e fondò il monastero di Tirli con l’annessa chiesa di Sant’Andrea, il Romitorio di Buriano e quello di Sant’Anna presso Tirli. Superando i suoi originari propositi di isolamento, si dedicò all’attività di evangelizzazione del territorio maremmano, al tempo abitato da comunità isolate e povere, facendosi amare e conoscere dai più umili. Nel 1621 aderì alla Riforma degli Agostiniani Scalzi e si trasferì a Batignano, dove era in progetto la costruzione di un monastero per i frati riformati. Fondò infine un piccolo eremo nella campagna di Batignano, intitolato a santa Lucia, e morì a Batignano nel 1621.
Secondo la tradizione, numerosi sono gli episodi di guarigione miracolosa attribuiti a Padre Giovanni, avvenuti sia prima che dopo la sua morte. Si iniziò così a credere nella sua santità e a rivolgersi a lui per ottenere una grazia. Il processo di beatificazione, avviato nel 1625, non fu mai concluso.

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