19 - 10 - 2017

Santuario S.Lucia di Varano dei Marchesi – Medesano (Parma)



La piccola frazione di Santa Lucia ospita il Santuario S.Lucia di Varano dei Marchesi, meta fin da tempi remoti di un continuo pellegrinaggio.

Collocato in collina, l’esistenza della chiesa è testimoniata per la prima volta nel 1352, dove sta scritto “Ecclesia Sancte Lucie de Varano Marchionum”.

Il santuario passò nel 1494 dalla giurisdizione della Pieve di Fornovo a quella di Berceto.

Nel 1565 l’edificio venne riedificato e nel 1609 divenne parrocchia.

Successivamente, dal 1731 al 1794, la chiesa e la canonica furono nuovamente ricostruite. Un decreto vescovile del 21 ottobre 1952 elevò la chiesa di Santa Lucia a Santuario Diocesano in onore della Vergine e Martire Santa Lucia.

Commenti

Un commento in “Santuario S.Lucia di Varano dei Marchesi – Medesano (Parma)”
  1. Gilberto scrive:

    Sul ciglio della strada che porta a Santa Lucia di Medesano venendo da S.Andrea Bagni,coperta dall’erba , c’è una croce con qualche mazzolino di fiori che ricorda il il parroco di S.Lucia Don Giuseppe Violi, prelevato da partigiani nella notte del 31 marzo del 1945 e barbaramente ucciso. Si disse che don Giuseppe nelle sue omelie non fosse tenero coi ribelli che taglieggiavano la parrocchia e alcune famiglie del territorio e per questo era stato più volte minacciato, e, per di più, anche un capoccia fascista dei dintorni gli “prelevò” anche la moto. Per sicurezza si trasferì da Don Luigi Anelli(prete partigiano) vicino a Borgotaro da dove, con un salvacondotto del CVL, ritornò a S.Lucia.La sera del 31 marzo, mentre era in casa con la sorella Carolina venne prelevato da quattro partigiani, che, dicendogli che dovevano portarlo al comando di Varano Marchesi per interrogarlo lo fecero uscire dalla canonica con la promessa che sarebbe tornato al più presto. Qui cominciò il lento calvario del parroco . Arrivati ad una curva vicino ad un osteria al gruppo si unirono una quindicina di partigiani armati che cominciarono ad insultare e a spintonarlo fino al un ponticello in pietra dove, dopo avergli comunicato che poteva tornare a casa,gli scaricarono una raffica di mitra(ben 24 colpi trovati nel corpo) e il cadavere fu gettato nel fosso sotto al ponte dove fu ritrovato all’alba da alcuni parrocchiani. I partigiani si fermarono all’osteria a bere e a cantare, e, al mattino, era la domenica di Pasqua, giravano nel paese esibendo il cappello del prete come “trofeo”.Il funerale fu officiato da alcuni sacerdoti il lunedi di Pasqua con la proibizione assoluta, fatta dai partigiani ,alla gente di partecipare alle esequie e la canonica venne saccheggiata e danneggiata. Tutto questo viene descritto nei libri parrocchiali nei minimi particolari

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