4 - 12 - 2016

Santuario Basilica Sant’ Antonio da Padova


Santuario Basilica di Sant'Antonio di Padova

Santuario Basilica di Sant'Antonio di Padova

Per tutte le informazioni (pellegrinaggi, prenotazioni, celebrazioni, ecc), è a disposizione l’Ufficio informazioni della Basilica, email: infobasilica@santantonio.org; tel. 049.8789722, fax 049.8789735.
Orario di apertura della Basilica:
Con l’orario solare: 6.20 – 19.00
Con l’orario legale: 6.20 – 19.45
Sabato e domenica chiude sempre alle 19:45, dopo l’ultima Messa.
Orario delle Sante Messe feriali:
Mattino: 6.30 – 7.00 – 7.30 – 8.15 – 9.00 – 10.00 – 11.00
Pomeriggio: 16.00 (in inverno) – 17.00 -18.00 (in estate)
Orario delle Sante Messe festive:
Mattino: 6.30 – 7.15 – 8.00 – 9.00 – 10.00 – 11.00 (cantata) – 12.15
Pomeriggio: 16.00 – 17.00 -18.00 – 19.00

Il santuario come lo osserviamo oggi è il risultato ottenuto attraverso tre ricostruzioni succedutesi nell’arco di una settantina d’anni, dal 1238 al 1310. Ai tempi del santo sorgeva in questi luoghi la piccola chiesa di Mater Domini che successivamente venne incorporata nella basilica con il nome di Cappella della Madonna Mora.

Vicino ad essa sorse nel 1229 il convento dei frati fondato probabilmente da S.Antonio in persona. Secondo il suo espresso desiderio le sue spoglie mortali vennero sepolte, secondo il suo desiderio, nella chiesetta Mater Domini.

L’originario nucleo del santuario era ad una sola navata con abside corta e fu iniziato attornoa l 1238, in seguito vennero aggiunte 2 navate laterali per poi costituire la magnifica costruzione che ad oggi possiamo ammirare.

L’interno ospita opere d’arte di notevole rilievo artistico quali i numerosi monumenti funebri rsalenti ai secoli XV e XVII, il grande affresco di Pietro Annigoni con S.Antonio che predica dal noce, la Madonna del Pilastro di Stefano da Ferrara, la pala di san Massimiliano Kolbe sempre dell’Annigoni (1981), la Cappella del Santissimo, la Cappella di San Giacomo, la Cappella delle Benedizioni, la Cappella del Tesoro e quella della Madonna Mora.

Di notevole interesse inoltre la Cappella dell’Arca appena restaurata che è all’interno della Basilica e che ospita i resti di Sant’Antonio.

Ogni anno in Basilica il 15 febbraio si celebra la festa liturgica della Traslazione di Sant’Antonio detta anche ‘Festa della Lingua’ a ricordo della prima traslazione avvenuta l’8 aprile 1263 ad opera di San Bonaventura, che ritrovò in quell’occasione la Lingua incorrotta di frate Antonio, e di quella del 15 febbraio 1350, quando la tomba del Santo ebbe la sua definitiva sistemazione nell’attuale Cappella dell’Arca.

Quest’anno (2010) dal 15 al 20 febbraio ci sarà l’ostensione del Corpo del Santo, i pellegrini e i devoti del Santo possono rivedere il Corpo di Sant’Antonio, ricomposto e visibile in un’urna di vetro, dopo 29 anni dall’ultima ‘ricognizione’ canonica e medico-scientifica avvenuta nel gennaio 1981, a 750 anni dalla morte del Santo, cui seguì una memorabile ostensione, che si prolungò fino al 1° marzo 1981. In quella occasione affluirono in Basilica circa 650mila pellegrini.

Preghiera dei pellegrini alla Tomba del Santo

O caro sant’Antonio, eccomi vicino alla tua tomba benedetta; da qui tu parli agli uomini con gli esempi della tua vita santa, qui attiri tutti con il potere taumaturgico che Dio ti ha concesso.

Sono venuto a ringraziarti per tutte le volte che mi sei stato vicino in particolari momenti di prova e di dolore, e ti sei fatto intercessore di grazie per me e per i miei cari.

Sono venuto anche a pregarti spinto dalla mia necessità e fiducioso nella tua bontà compassionevole che tutti sa consolare; tu vedi il mio cuore e sai ciò di cui ho bisogno ora in modo particolare: parla tu, in mio nome, al Padre delle misericordie.

So che la mia fede è debole, ma tu, che possedesti questa virtù in modo mirabile e la suscitasti con la predicazione, ravvivala in me e rendila più forte e pura; tu che conducesti una vita evangelica, aiutami a rendere più cristiana la mia, in modo da essere figlio degno dei Padre che è nei cieli.

O sant’Antonio, vieni in soccorso della mia povertà tenendo lontano il male dell’anima e dei corpo; aiutami a riporre sempre la fiducia in Dio, specialmente nei momenti della prova e del dolore.

Benedici il mio lavoro, la mia famiglia, i tuoi devoti sparsi nel mondo e qui spiritualmente presenti: ottieni a tutti la bontà del cuore affinché continui oggi la tua compassione verso i poveri e i sofferenti. O mio protettore, rispondi alla fiducia che ho sempre riposto nella tua intercessione presso Dio.

Amen.

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Sant’ Antonio da Padova è il “santo dei miracoli“, amato dal popolo e gran maestro spirituale, così come indica il titolo di “dottore evangelico” attribuitogli dalla Chiesa.

È profondamente amato dai fedeli, il Santo miracoloso che tiene tra le braccia Gesù Bambino. E’ lo stesso San Francesco ad affidargli l’i ncarico di primo maestro di teologia dei suoi frati.

L’iconografia lo ritrae con il libro, il giglio e la basilica sullo sfondo. I suoi sermoni sono scritti in un latino medievale elegante. La ricchezza interpretativa delle Scritture sbalordisce, dà la misura del genio e di una sapienza che lavora spesso sulle etimologie.

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