24 - 01 - 2017

Cercando Maria tra Catria Nerone e Petrano



PESARO – Dopo aver presentato il volume “Luoghi del sacro” facente parte della collana “Centoborghi” edita dalla Provincia di Pesaro-Urbino, cominciamo ad addentrarci nelle pieghe del culto popolare alla ricerca di eremi, chiese, abbazie, edicole che richiamino quella religiosità popolare ancora viva nei ricordi degli anziani, ma sempre meno conosciuti tra i giovani e anche tra la gente di mezza età. Il nostro viaggio comincia con lo sguardo rivolto alla Madonna, della quale si “sprecano” le immagini votive e le chiese o cappelle con dediche particolari.

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Partendo da Acqualagna, incontriamo subito la Madonna del Pelingo, santuario molto visitato e meta di numerosi pellegrinaggi. Questo santuario è considerato da Marta Costantini, autrice del capitolo di “Luoghi del sacro” dedicato a “Culto mariano e pietas popolare”, “un gioiello di devozione immerso in un paesaggio rigoglioso e affascinante. Sicuramente un buon inizio per un viaggio volto a scoprire le atmosfere e le diversità che la pietas popolare, nei confronti della Vergine, ha costruito nel tempo”.

Sempre nei dintorni di Acqualagna, paese noto per essere la “capitale del tartufo”, troviamo la cappella dedicata a Santa Maria del Petriccio, e proseguendo verso Cagli incontriamo l’abitato di Abbadia di Naro, che custodisce la chiesa di Santa Maria di Naro. Ancora, dalle parti di Piobbico troviamo Santa Maria dell’Abisso, e poi Santa Maria della Neve e, ad Apecchio, Santa Mara del Ponte.

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Il nostro primo viaggio vola alla conclusione dirigendoci verso il confine tra Marche e Umbria: a Cagli da visitare la chiesa di Santa Maria dell’Assunta e la chiesa di Santa Maria della Misericordia. Ancora, sempre nel paese ai piedi del monte Petrano non ci può sfuggire la splendida cappella di Santa Maria delle Stelle. Gli ultimi tre paesi in cui sono custodite delle cappelle che richiamano il culto cristiano del tempo che fu sono Cantiano (celebre per la rappresentazione della “Turba”, la via crucis in costume che si celebre il Venerdì Santo di ogni anno), Frontone (ai piedi del monte Catria, a pochi chilometri da Fonte Avellana) e Serra Sant’Abbondio, anch’esso ai piedi del monte più alto della provincia di Pesaro-Urbino, con i suoi 1.701 metri.

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