20 - 11 - 2017

Santuario Maria Santissima di Gulfi – Chiaramonte Gulfi (Ragusa)



Il Santuario di Gulfi

SANTUARIO MARIA SS. DI GULFI
C.da Gulfi – 97012 Chiaramonte Gulfi (RG) Tel. e Fax 0932.922246 – Cell. 333.8657598 E- mail: info@santuariogulfi.it web: www.santuariogulfi.it

ORARI CELEBRAZIONI IN SANTUARIO
Giorni feriali (ora solare)
ore 18.00: S. Rosario (ora legale, ore 18.30) ore 18.30: S. Messa (ora legale, ore 19.00)
Giorni festivi (solare)
ore 9.30: ore 18.00: ore 18.30:
S. Messa (ora legale, ore 9.30) S. Rosario (ora legale, ore 18.30) S. Messa (ora legale, ore 19.00)
Ogni primo sabato del mese
ore 9.00: S. Rosario ore 9.30: S. Messa

ATTIVITÀ IN SANTUARIO
Gruppo di Preghiera di San Pio da Pietralcina
(ogni mercoledì dopo la S. Messa)
Adorazione Eucaristica
(ogni venerdì dopo la S. Messa)

Troviamo questo santuario immerso in una pineta alle pendici del Monte Arcibessi, esso sorge a due chilometri dal suggestivo borgo medievale di Chiaramonte Gulfi.

La chiesa costituisce in sé un’importante attrattiva sia per i devoti della Madonna delle Grazie sia per chi vuole immergersi in un paesaggio naturale di grande fascino, per trovarsi a stretto contatto con la natura. Dal livello della chiesa è infatti possibile godere di una meravigliosa vista sull’Etna e se si è fortunati si può ammirare l’imponente e suggestivo gioco di luci che solo le eruzioni del magnifico vulcano possono dare. La fondazione di questo santuario si lega mirabilmente con la leggenda che narra delle suppliche della popolazione locale alla Madonna che rese immune il paese dalla terribile peste del 1576. All’interno si colloca la statua in marmo della Santa Vergine inserita armonicamente nel contesto paesaggistico grazie alle sue forme sobrie e misurate.

Il Santuario sorge ai piedi della città di Chiaramonte, a circa 4 km, nella vallata dove era ubicato l’antico abitato di epoca grecoromana (Acrille) e poi arabo e normanno
(Gulfi). L’epoca di edificazione, secondo gli storici locali, si può collocare tra il IV ed il VI secolo d.C., contemporaneamente ad altre cinque chiesette paleocristiane ubicate presenti nel luogo, di cui oggi rimangono pochissime tracce.

La grotta dedicata alla Natività, collocata a sinistra dell’altare maggiore del Santuario, sarebbe secondo gli storici locali, l’unico altare della primitiva chiesetta paleocristiana. Un segno tangibile, invece, dimostra che in epoca medievale la Chiesa fu riedificata su quella paleocristiana; infatti sono visibili nella parete esterna di est una porta a sesto acuto di gusto gotico, insieme alle fondamenta formate da blocchi di calcare duro. L’antico tempio era già intitolato alla Madonna, come si può
desumere dalla sua originaria titolazione (S. Maria La Vetere) che la distingue dal Duomo (S. Maria La Nova) che sorge nel centro storico di Chiaramonte. L’attuale aspetto, salvo pochi rimaneggiamenti, è frutto dell’intervento voluto tra il 1730 e il 1740, dal P. A. Finocchio, che utilizzando fondi raccolti tra i devoti, con passione e tenacia, riuscì a rendere il piccolo tempio, come diceva lui, degno della Madonna di Gulfi. Furono aperte due grandi porte sul prospetto e sul lato est, riccamente decorate di sculture ad intaglio; fu ampliata la Chiesa in lunghezza ed in altezza; fu aggiunto l’elegante campanile e fu decorato l’interno della navata, il cui culmine è la monumentale Tribuna in pietra e legno, destinata a contenere al suo interno l’antica e venerata effigie in marmo della Madonna di Gulfi.

Il Santuario di Gulfi

La tradizione e il culto verso Maria SS. di Gulfi
«Una pia credenza, assecondata dalla devozione popolare e dai racconti tramandati nei secoli, assegna alla statua provenienza molto lontana: Costantinopoli, nel periodo della persecuzione dell’imperatore iconoclasta Leone Isaurico. Sottratta misteriosamente alla distruzione insieme a quella del SS. Salvatore, sarebbe giun- ta miracolosamente sulla spiaggia fra Scoglitti e Santa Croce Camerina. La contesa tra i fedeli delle città vici- ne, per il possesso delle due statue, sarebbe stata risolta ponendo le statue su due carri trainati da buoi. La tradizione vuole che il primo, con la statua della Madonna si sarebbe fermato a Gulfi presso l’antica grotta-chiesetta, mentre l’altro con la statua del SS. Salvatore, si sarebbe fermato più in alto» (dal volume: “Il messaggio di Maria di Gulfi”, a cura di mons. V. Pollicita, 1974). Questa pia tradizione viene pittoricamente narrata nei quattro ovali, opera di Gaetano e Nicolò Distefano, che troviamo sulle pareti della navata del Santuario.

Il Santuario di Gulfi

La festa patronale di Maria SS. di Gulfi
Ogni anno, Maria SS. di Gulfi, Regina e Patrona della città viene festeggiata con un solenne Novenario prece- duto dal trasporto processionale della statua dal Santuario alla Chiesa Madre (la Domenica successiva alla Pasqua) e concluso col ritorno al Santuario (il Mercoledì dopo la terza Domenica di Pasqua). Questa festa ha ra- dici antiche: la tradizionale processione e il Novenario si possono far risalire all’editto di Filippo IV del 1644.

Tra il 1550 e il 1590 fu costruito a ridosso della Chiesa un corpo laterale destinato al convento dei Padri Cappuccini (chiamati dalla comunità di Chiaramonte per curare il Santuario) del quale le tracce, nell’annessa struttura, sono ancora notevoli. Oggi, dopo alcune fasi di ristrutturazione è stata creata l‘Oasi Maria Santissima di Gulfi, destinata ad ospitare gruppi di persone, pellegrinaggi, ritiri spirituali, campi scuola e conferenze. La struttura dispone di tutti gli spazi per una breve residenza, dalle camere con letti a castello, alla cucina e al refettorio, alle sale conferenze, ai giardini adiacenti il Santuario e infine al percorso di un‘artistica Via Crucis all‘aperto, luogo per la meditazione, la riflessione e la preghiera personale.

Ringraziamo Don Giuseppe Burrafato per le preziose informazioni che ci ha inviato.

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