16 - 12 - 2017

Cattedrale di Como – Madonna delle Grazie



Cattedrale di Como - Facciata

Cattedrale di Como - Facciata

Da molti considerato uno degli edifici più belli di tutta Italia, perfetta fusione di stile gotico e stile rinascimentale, l’uno complementare all’altro, che si completano in armonia.
La sua imponente ed elegante mole sovrasta il centro storico di Como, visibile anche da chi arriva da lontano, la sua cupola tocca i 75 m d’altezza.
Fu costruito a partire dal 1396, sotto la direzione dell’architetto intelvese Lorenzo degli Spazzi, nell’area in cui era già presente la basilica romanica di Santa Maria Maggiore, grazie all’apporto dei migliori architetti e scultori dell’epoca, con l’utilizzo di marmo delle cave di Musso.
I lavori, portati avanti a più riprese, si conclusero solo nel 1770 con l’elevazione della cupola dello Juvara.
Nel primo ciclo dei lavori la nuova struttura si affiancava alla preesistente chiesa di Santa Maria Maggiore, poi a poco a poco demolita per ampliare l’area dei lavori della Cattedrale; dell’antica chiesa resta il fianco meridionale, perché struttura portante. Questa prima fase di costruzione segue uno stile decisamente gotico, per poi lasciare spazio ad elementi barocchi e rinascimentali.
Quello che ne risulta è una struttura complessa, articolata, ma anche armonica e dotata di una continuità stilistica che ne ha caratterizzato la costruzione negli anni.
Ad un primo sguardo colpisce subito la facciata, imponente, con una guglia alta 45 m, caratterizzata da un ampio portale di marmo, sormontato da nicchie e statue, lunghe finestre sui fianchi e il rosone opera di Luchino Scarabota.
I portali della parete destra sono ricchissimi di decorazioni, tra cui il più famoso è la porta “della rana”.
L’architettura esterna è caratterizzata dalla bella serie di Atlanti, che sorreggono urne, teste di leoni e altri strumenti; si trovano in piedi, sulle mensole che attorniano la cornice superiore, sotto il tetto. Fungono da canali per l’acqua e stati progettati da Bernardo Bianco e Francesco Rusca e raffigurano Atlanti giovani e anziani, sia maschi che femmine, sono nudi e delineati in stile classico, mostrando un primo allontanamento stilistico dal gotico degli inizi.

Interno
L’edificio al suo interno presenta una croce latina, diviso in tre navate da pilastri a forma di croce, sormontati da archi ogivali.
Le ali del transetto e le absidi risalgono al XVII secolo e furono realizzati da Filippo Maria Richini (il lato destro) e Carlo Buzzi (quello sinistro).
I due portali nord e sud del Duomo sono dei gioielli di architettura e decorazione: quello a nord è ornato con cesellatura rinascimentale e unisce motivi cristiani e motivi classici, riccamente ornato con motivi floreali.
Lo stesso portale, all’interno, è decorato con una processione di bambini, probabilmente a rappresentare il Trionfo di Bacco e qualche simbolismo cristiano.
Sopra il portale a sud, si può ammirare un fregio di tritoni in combattimento, tra grappoli di pesci e schizzi d’acqua, nello spirito del Mantegna.
Appena entrati, presso l’ingresso principale troviamo le statue di due insigni comaschi: Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, opera di Tommaso Rodari da Maroggia, sicuramente tra i maggiori esempi della scultura Rinascimentale. E’ tipico del secolo XVI la consacrazione di due santi pagani, proprio davanti ai portali di una chiesa cristiana.
La navata centrale è in stile gotico e ospita il Battistero di Leonardo da Carona, risalente al XVI sec. con nove arazzi rinascimentali opera delle botteghe ducali di Ferrara, Firenze e delle Fiandre.
Le navate di destra e sinistra, presentano dei cimeli romanici, con sculture di Tommaso Rodari e tele di Gaudenzio Ferrari e B. Luini.
Presso al quarta campata della navata destra troviamo il monumentale altare in legno dorato intitolato a Sant’Abbondio e risalente al XVI secolo, attribuita ad un autore tedesco, ma in stile luinesco, forse un po’ meno in armonia col resto della struttura; di seguito gli arazzi su cartoni, opera di Giuseppe Arcimboldi, risalenti al XVI-XVII secolo, “l’Adorazione dei Magi”, opera del Luini, realizzato in stile lombardo, con influssi del Bramantino e, infine, la “Fuga in Egitto”, realizzata da Gaudenzio Ferrari.
Nella quinta campata sono collocati due organi seicenteschi e due leoni che sorreggono le acquasantiere, risalenti al XII secolo, originari dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore.
L’imponente cupola si innalza fino a 75 metri, progettata da Filippo Juvara, l’architetto del re di Sardegna, fu poi rivisitata nel 1770, ma ha mantenuto gli intenti prospettici dell’autore originario.
Tra le statue più belle del Duomo c’è sicuramente la statua di San Sebastiano presso la Cappella della Madonna, di una elegante bellezza, modellata accuratamente da artisti di scuola veneziana.
L’orientamento est-ovest della struttura del Duomo, consente un gioco di luce e di riverberi all’interno, dal sorgere del sole fino al tramonto, sapientemente ottenuto grazie al rosone, alla cupola, alle vetrate realizzate dai fratelli Giuseppe e Pompeo Bertini, all’abside e al coro.

Per l’edificazione del Duomo la città e la provincia di Como chiesero la collaborazione di tutti i cittadini: i sacerdoti chiedevano durante le celebrazioni di devolvere fondi per la sua costruzione, i vescovi, i canonici e magistrati comunali, dovevano donare cospicue somme prima di ottenere le loro cariche, i notai dovevano persuadere chi faceva testamento, ad inserire tra i beneficiari anche il Duomo, pena una multa per i notai stessi; anche tutti i nuovi cittadini dovevano pagare una tassa intestata al Duomo; fu istituita perfino una lotteria il cui ricavato andava sempre al Duomo. Per tutti i benefattori il premio erano dei privilegi spirituali, per cui tutti acconsentivano ben volentieri.

Il Duomo di Como ha un grande significato spirituale per i suoi fedeli, la sua mole e la sua imperiosità lo fanno sembrare un faro della cristianità scolpito nella storia, una fede tutta vocata a Maria, tanto che è anche conosciuto come “Tempio di Maria Vergine”, scrigno d’arte e di fede mariana.

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Commenti

Un commento in “Cattedrale di Como – Madonna delle Grazie”
  1. meno scrive:

    Vorrei sapere se e quando si può visitare, se c’è una foresteria per potervi alloggiare (ed eventualmente dove poter vedere servizi e prezzi). Grazie

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