26 - 03 - 2017

Monastero di Santa Chiara – Boves (Cuneo)



monastero_santa_chiara_bovesMonastero di Santa Chiara – Boves (Cuneo) – Corso Bisalta 135, 12012 Boves (Cuneo), Tel. 0171.380262 – Moncahe Clarisse.

Il monastero di Santa Chiara è stato fondato nell’anno del 1870 grazie alle Monache di Carginano di Torino, che si sono trasferite per causa delle soppressioni del Regno d’Italia; nel 1981 il Monastero fu restaurato ed ampliato.

La struttura è semplice ma soprattutto funzionale, la cappella ha l’ingresso verso il corso Bisalta, è ad una sola navata divisa in due parti.

All’interno del Monastero non esistono opere di elevato valore artistico, ma è presente una intensa misticità, influenzata grazie alle Monache Clarisse.

Due monache sono state miracolosamente guarite invocando la grazia di Papa San Pio X, le messe vengono svolte tutti i giorni e le ricorrenze sono l’11 Agosto per Santa Chiara, il 4 Ottobre per San Francesco, e l’8 Dicembre per l’Immacolata.

Nel Monastero vengono accolti per giornate di preghiera o per la ricerca della vocazione giovani ragazzi/e, inoltre ospita anche piccoli gruppi autogestiti per esercizi spirituali.

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Commenti

Un commento in “Monastero di Santa Chiara – Boves (Cuneo)”
  1. Mario scrive:

    Salve, sono un padre cinquantatreenne di un giovane di 22 anni che mi fa vivere, insieme alla moglie, in trepidazione. Vado ai fatti: da quando tre anni fa si è diplomato sono successe tante cose. Infatti, appena iniziato i corsi alla facoltà d’Ingegneria, superava brillantemente le varie selezioni per entrare a lavorare in un grande ente, sebbene con la qualifica di operaio e con un contratto di apprendistato di 4 anni che, accettandolo per l’autonomia economica che gli procurava,ahimè lo obbligava, però, ad un notevole sforzo per onorare entrambi gli impegni. Nello stesso tempo questo impegno lo costringe ad abitare fuori dalla propria residenza di famiglia,in quanto questa lgrande città dista circa 90 Km, e quindi solo nei fine settimana riesce a ritornare a casa.E’ importante comunque sapere che da parte di noi genitori, ogni qualvolta lui si lamentava di questo lavoro,secondo lui, molto frustrante, gli veniva proposta anche la possibilità del licenziamento in modo da poter focalizzare la sua attenzione esclusivamente sullo studio e facendo, quindi, ritorno a casa. Questa idea la bocciava seccamente in quanto oramai apprezzava la vita indipendente e portava avanti i due interessi con alterne fortune (ha infatti superato 13 esami in due anni e si trova al terzo anno).Il problema è che, nel frattempo, lui è cambiato tanto: ha cominciato a frequentare amici più giovani, anche di due o tre anni, eleggendo come modello però una vita sregolata fatta di solo eccessi (alcool, ed uso di cannabis) nonchè di notti in discoteca con rientro anche molto tardi. L’escalation in negativo lo ha portato a diventare scontroso con la famiglia ed emotivamente incapace ad instaurare un rapporto stabile con chi lo circonda, soprattutto con l’altro sesso, se non per avventure sessuali.Aggiungo che nel mese di aprile del 2010 alle ore 02,45 è stato vittima di un incidente automobilistico con altre tre auto coinvolte ed in una di queste, purtroppo, sono perite tre persone. Fortunatamente lui con i suoi tre amici, che ritornavano da un concerto tenutosi molto disteante, sono rimasti illesi. Alla guida della sua auto si trovava in quel momento un suo amico, mentre mio figlio dormiva dietro (alticcio??). Comunque, chi ha provocato il tutto era un automobilista con un tasso alcolico del triplo rispetto a quello consentito per legge, che piombava ad alta velocità sulle auto. Ho avuto tanti scontri verbali con lui, ma l’effetto è stato quello di crearsi due vite parallele diametralmente opposte: una di ragazzo perbene, da mostrare a parenti e conoscenti, tutto studio e lavoro, l’altra come dicevo prima, completamente dissoluta, ed anche ai limiti della legalità (mi risulta che lui procaccia piccoli quantitativi di cannabis ai suoi amici, anche loro consumatori).E’ necessario anche ricordare che io e mia moglie lo abbiamo, circa due anni fa,reso proprietario di un alloggio di cui ce ne siamo accollati il costo di oltre la metà ed il rimanente lo paga lui tramite un mutuo ventennale con una quota mensile di circa 370 € (il suo salario è circa di € 1.400) . Aggiungo che si mantiene completamente provvedendo anche al pagamento delle tasse universitarie e dell’auto, nonchè dividendo le spese dell’alloggio (luce, gas, condominio, ecc.) con altre due ragazze universitarie straniere che occupano una stanza dell’appartamento. Ma il motivo per cui le scrivo è il fatto che mio figlio risulta sempre di più fragile di carattere e sempre più schiavo dei vizi e del fumo………. al quale non riesce a rinunciare per adesso in alcun modo (lui dice che è stressato e nervoso ed un giorno, quando sarà più sereno, ci proverà a smettere). Ma c’è in lui la consapevolezza di sbagliare, giacchè in modo implicito, fa intendere di voler cambiare vita, lanciando messaggi più o meno espliciti, tipo quello di cercare un equilibrio interiore anche da un possibile amore verso una ragazza di cui lui sia perdutamente innamorato che gli procuri quella fiducia in sè stesso per poter migliorare sia nel campo sociale che lavorativo. Per favore ci aiuti, indicandoci il comportamento da seguire da parte di noi genitori nei suoi confronti, considerando che abbiamo anche un altro figlio al IV anno di liceo (ha18anni), che potrebbe risentire di queste problematiche familiari?

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