21 - 07 - 2017

Santuario Maria Santissima della Scala – Massafra (Taranto)



Vista panoramica dove è ubicato il santuario

Il santuario dedicato alla Vergine Maria Santissima secondo la tradizione prende il nome dalla particolare posizione in cui si trova: la struttura in passato, infatti, era accessibile solo da una scaletta ricavata dalla roccia. Ooggi in parte i resti sono visibili accanto all’abitazione del custode.

Nel XVIII secolo la Madonna della Scala è stata proclamata patrona di Massafra.

Il santuario è circondato da una folta vegetazione tant’è che la zona è nota come “Valle delle Rose” e si pensa che in passato proprio in questa area vi fosse un villaggio di età romana dove veniva celebrato il culto pagano della dea Diana,  alla quale era sacra la cerva. Sempre alcune tradizioni leggendarie narrano che sulle macerie del primo santuario distrutto da un terremoto, andassero a radunarsi delle cerve in preghiera. Da qui probabilmente il santuario prese una seconda denominazione: santuario di Santa Maria della Cerva.

Oggi il santuario presenta un aspetto diverso dall’origine poiché la struttura è stata più volte devastata dai terremoti e quindi restaurata. Pochi resti dei preesistenti insediamenti sono tutt’oggi visibili. Alcune opere d’arte, sommerse dalle macerie, sono state riportate alla luce ed ancora oggi sono fruibili.

La chiesa presenta una pianta longitudinale suddivisa da una serie di pilastri  in tre navate, vi è un’ unica abside con volte a vela ed un transetto sporgente rispetto al resto del piano.
Tra le opere d’arte citiamo un affresco- probabilmente del XIV secolo- la cui collocazione era diversa in origine, che raffigura la Madonna col Bambino benedicente.
La traslazione alla nuova chiesa avvenne nel 1731,come indica un’ effige su di esso apposta, data nella quale l’edificio venne ricostruito ed aperto nuovamente al culto.

Al 1776 risale una statua lignea della Madonna col Bambino ed un cervo ai piedi. La statua viene ogni anno portata in processione.

Fra i dipinti si segnalano opere di artisti locali del XVIII e XIX secolo.

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